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I concerti per oboe e orchestra
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Domenica 6 ottobre alle ore 19.00 presso la Sala “S. Pio X” del Museo Diocesano Arborense, secondo appuntamento della X^ Rassegna “Domenica in concerto” con l’Ensemble Ellispsis formato dall’oboista solista Carlo Cesaraccio accompagnato da Alessandro Puggioni (violino), Alessio Manca (violino) Gioele Lumbau (viola) e Francesco Abis (violoncello). Musiche di W.A. Mozart e L. V. Beethoven.

Il concerto è organizzato dall’Ente Concerti “Alba Pani Passino” in collaborazione con il Museo Diocesano Arborense e con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero per i Beni e le Attività culturali e Turismo,della Fondazione di Sardegna e del Comune di Oristano.

Prezzo dei biglietti: Intero: € 8,00 - Soci e under 18 € 5,00

Botteghino il giorno del concerto dalle ore 18.00 c/o il Museo

Info: Ente Concerti Alba Pani Passino, Via Ciutadella de Menorca - Oristano

Tel. 0783.303966 cell. 339.8727128

Mail: info@enteconcertioristano.it   Sito: www.enteconcertioristano.it

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Il Quartetto in Fa maggiore KV 168 è il primo dei "Sei quartetti viennesi". L'autore, ancora diciasettenne, non è certo il Mozart maturo degli anni a venire, non ancora padrone dello stile e della forma del quartetto d'archi. Parrebbe esserci, in quest'opera, ancora la mano del padre Leopold. Un capolavoro di scrittura cameristica è invece il Quartetto in fa maggiore KV 370. Fu composto a Monaco all'inizio del 1781 per Friedrich Ramm, grande virtuoso dell'epoca e, insieme a Ludwig August Lebrun e al bergamasco Giuseppe Ferlendis, fra i tre oboisti in assoluto preferiti da Mozart. Come stile è molto vicino ai tre Quartetti per flauto e archi scritti tra il 1777 e il 1778. L'opera rientra senza dubbio tra le più difficili della letteratura oboistica, spingendosi fino all'estremo virtuosismo, in particolare nel funambolico passo del terzo movimento, dove la parte dell'oboe va al 2/2 mentre gli archi proseguono nel tempo iniziale di 6/8. Ma l'oboista è impegnato in tutto il quartetto nell'esecuzione di note sovracute e di passaggi di estrema difficoltà. L'Adagio, in re minore, gli impone anche l'ideazione di una piccola cadenza, che Mozart non scrive, così come si usava per i Concerti solistici con orchestra. Il Quartetto in fa minore op. 95, ultimo dei cosiddetti Quartetti "di mezzo", fu composto nel 1810 ma pubblicato sei anni più tardi. Questo spiega il numero d'opera più avanzato rispetto alle altre opere dello stesso anno. Per varie ragioni esso anticipa decisamente i futuri orientamenti beethoveniani. L'aggettivo "Serioso", indicato da Beethoven stesso sul manoscritto autografo, si riferisce indubbiamente alla severità espressiva, l'opera è però ancor più segnata dall'essenzialità e dall'eliminazione del superfluo, persino dei ritornelli, e da un legame di continuità tra i diversi movimenti, un'anticipazione del cosiddetto "flusso continuo" che caratterizzerà le ultime produzioni beethoveniane.

Programma:

W.A. Mozart

Quartetto in Fa maggiore KV 168 per archi

Allegro

Andantino

Minuetto

Allegro

Quartetto in Fa maggiore KV 370 per oboe e archi

Allegro

Adagio

Rondò. Allegro

 

L. Van Beethoven

Quartetto in Fa minore op. 95 "Serioso" per archi

Allegro con brio

Allegretto ma non troppo (re maggiore)

Allegro assai vivace, ma serioso

Larghetto espressivo

Allegretto agitato

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