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MERCANTIA - Festival internazionale del quarto teatro
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TRA LA TERRA E IL CIELO

Ora non è più il tempo di giocare solo per le strade (o nei teatri)!
Il Quarto teatro apre a nuovi spazi, nuove proposte e linguaggi. Occorre guardare lontano, lo abbiamo già fatto e continueremo a farlo. In Mercantia, nell’idea poetica “Tra la terra e il cielo” c’è ancora tanto spazio da esplorare, con un un teatro che ricorda le sue origini e apre alla quarta dimensione…
Non abbiamo mai smesso di sognare in questi primi trent’anni del festival, ma per poter continuare a farlo ancora, occorre avere il coraggio di cambiare e innamorarsi di un nuovo progetto, rinnovare obbiettivi e ideali. Già vent’anni fa, dopo la decima edizione, Mercantia decise di cambiare pelle e di rinnovarsi, questa è stata la nostra fortuna e siamo arrivati ad oggi mantenendo un costante successo!

Mercantia è una farfalla…
Nei suoi primi anni, la teatralfestamedievale ha schiuso l’uovo, poi come bruchi abbiamo strisciato gioiosamente per le strade e nelle piazze del borgo medievale e negli ultimi dieci anni ci siamo trasformati in crisalide e ora è venuto il momento di spiccare il volo, tra la terra e il cielo, come una coloratissima farfalla.

Mercantia è morta, Mercantia rinasce!
(Tutto è mutevole niente è costante…)
La terra è la madre, il cielo il padre!
Il sole è il fuoco, il fuoco è la nostra forza.
L’aria e il vento ora soffiano nuove idee
l’acqua è il nostro teatro che disseta!

Lasciamo che crescano nuovi alberi e nuovi fiori nei nostri giardini, nuovi animali teatrali per le strade, nelle sale e nei palazzi di Mercantia. Comunque non vi preoccupate, in ogni rinascita, riprendiamo a giocare la partita che abbiamo interrotto nell’edizione precedente, cambia solo un po’ la scena, ma i nodi drammatici restano invariati, siamo sempre noi in cammino verso la luce!

Noi siam come le lucciole, brilliamo nelle tenebre!
Nei primi anni sessanta, a causa dell'inquinamento dell'aria, e, soprattutto, in campagna, a causa dell'inquinamento dell'acqua (gli azzurri fiumi e le rogge trasparenti) sono cominciate a scomparire le lucciole. Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante. Dopo pochi anni le lucciole non c'erano più. “Sia chiaro: io, ancorché multinazionale, darei l'intera Montedison per una lucciola.” (Pier Paolo Pasolini)
Vogliamo essere piccoli punti luminosi intermittenti, insetti teatrali per rischiarare i tempi oscuri che stiamo vivendo. Un teatro di resistenza, piccole luci per attrarre chi cammina per terra. Sfatare le credenze, le false illusioni della società, diventare accoglienti, sconfiggere i veleni della nostra mente.
Ritrovare la nostra umanità e i valori della vita è compito di ognuno di noi e anche del teatro di Mercantia…
Ancora più belli, più raffinati, più profondi, ancora noi stessi con i nostri format e nostri spettacoli, ancora noi con nuove proposte, nuovi spazi e nuove idee, ancora più giardini segreti, ancora la festa!
Tutti gli anni quando mi ritrovo a scrivere gli appunti per una nuova idea poetica di Mercantia, una vocina interiore mi rimprovera e mi chiede di Parlare di teatro e non solo di filosofia, e allora vi propongo di leggere il Manifesto del Quarto teatro, dove ho espresso i contenuti e le motivazioni di un’inevitabile svolta, ma a pensarci bene è da tanti anni che abbiamo iniziato questa mutazione, ora è importante cambiare le parole e dilatare gli spazi.

Account (Il teatro è vita e la vita è teatro)
Questo progetto, questa nuova sezione del festival, vuole aprire le quattro mura domestiche per Mercantia, per addomesticarci ed essere meno selvaggi. Se il teatro è vita e la vita è teatro, le case, le abitazioni del borgo di Certaldo sono un luogo ideale per le prime sperimentazioni del nostro Quarto teatro. Non si tratta semplicemente di un teatro d’appartamento, è molto di più, o molto di meno, è come il punto d’incontro tra il teatro e la vita, tra la terra e il cielo, come la croce nel suo significato di mandala. Apriamo le porte delle nostre case, diventiamo accoglienti, non chiudiamoci nel nostro piccolo io. In questi anni Mercantia ha reso fertili vari territori e sono nate nuove esperienze e nuovi artisti. Quante case di Certaldo sono state contaminate dal sacro seme dell’arte? In quanti sono diventati attori, ballerini, musicisti, burattinai, guerrieri…
lo scoprirete con il progetto Account, seguendo gli indirizzi di questi siti metateatrali e le lanterne accese che li indicano, in questi luoghi si supera il dualismo tra finzione e realtà, teatro e quotidianità. Un padre vi accoglie alla porta di casa, la madre vi offre un caffè e la figlia danza sul tavolo della cucina e tutto è perfetto, scenografia inimitabile, emozioni, concetti, contenuti, si racconta e si cambia, nuova semiotica di un teatro vita. Ogni casa avrà una storia diversa, originale, ogni vita è diversa, ogni famiglia, ogni creatività.
La vita è teatro, il teatro è vita

Misteri e Buffoni
Si narra e si racconta che alle origini, nell’antica storia del teatro, tutto abbia avuto inizio da quelle sacre rappresentazoni o da quei riti legati al tempo e alle stagioni, poi per molti passaggi e aggiustamenti, passando anche attraverso la degenerazione del teatro borghese, siamo arrivati al teatro contemporaneo e alle sue variegate espressioni. Io credo che in principio… C’erano uomini, donne e bambini in una caverna, intorno ad un fuoco e la tenera luce di quella fiamma, illuminava graffiti sulla roccia, il teatro, il verbo prendeva forma nella descrizione delle scene di caccia e dei drammi vissuti in quel mondo primitivo. Ogni volta, ma non sempre, che indosso i panni di un contastorie mi sembra di sentire nell’aria quell’energia, quella vibrazione che ha solo pochi milioni o almeno migliaia di anni.
“Tra la terra e il cielo” richiama il tema del sacro, ovvero di ciò che unisce, che lega l’uomo al cielo, agli altri uomini e alla natura, per questo torneremo sui nostri poggi, forse nel bosco e nei nostri giardini segreti. Con i Buffoni la butteremo sul ridere, anche questo ci unisce e ci rende umani, insieme alle lacrime che abbiamo condiviso. “Non si ride perché siam felici, ma si ride per esser felici”, così sentenziava una santa donna giapponese. Diventare buffoni ridere e far ridere è anche questa una piccola missione.
“Tra la terra e il cielo” va alla ricerca delle radici del teatro popolare europeo, tra sacre rappresentazioni e buffoni, ospiterà proposte teatrali di linguaggi espressivi contemporanei che si richiamano al dramma popolare, al teatro giullaresco, al buffone o alle forme che riprendono i canoni del teatro di ispirazione sacra. Sarà elemento trainante del progetto “Mysteries and rolls”, progetto triennale – finanziato dalla Comunità Europea – di cui il Comune di Certaldo è capofila.

Vi racconto la festa…

Già da lontano, nell’approssimarsi del Borgo alto si vedranno dei fasci di luce che si scagliano verso il cielo, poi si sale come al solito su per la montagna, con la funicolare o per via del Castello, ma salire la montagna è un simbolo altamente spirituale. Il Borgo avrà varie istallazioni, ad esempio con delle scale di legno che potranno sbucare da ogni dove, anche la scala è un simbolo onirico e d’ascesa, le torri sono da sempre una Babele di significati, il Borgo le possiede e ne potremo costruire altre, c’è chi si arrampica e chi discende, gli Angeli discesi dal cielo, angeli di varie nature e fattezze comminano con noi e ci osservano, troveremo il modo di guadare oltre i muri per scoprire che cosa difendono o nascondono, con potenti telescopi osserveremo i pianeti, apriremo nuovi spazi al teatro e alla musica, faremo suonare e premieremo le nostre due bande preferite, riporteremo lo stupore per le strade con le nostre performances itineranti, anche i bambini avranno una loro specifica piazzetta tematica, ma tutti dobbiamo diventare bambini se vogliamo andare in cielo… I trapezi non saranno solo trapezi circensi, ma come ci racconta la cultura dei nativi di America un ascendere e discendere, un oscillare tra la terra e il cielo, altri segni cromatici esoterici segneranno gli archi di alcuni dei vecchi muri del borgo, dobbiamo trovare qualcuno che sappia volare da solo o attaccato a dei palloni, abbiamo sentito già Icaro ma non era disponibile. L’effetto labirinto sarà amblificato, nuovi corridoi, sentieri, piazzette e anche di quegli spazi ancora chiusi speriamo di riceverli più o meno in dono, proporremo a tutte le famiglie del borgo, se vogliono di diventare protagoniste, in vario modo, di questa edizione di Mercantia, perché è anche un loro patrimonio. Apparentemente, quelli che non ricercano, troveranno la stessa festa e come sia ricca Mercantia e della varietà di spettacoli che vi si possono trovare tutti lo sanno e anche in questa edizione sarà così, quindi perché raccontare quello che già sapete.

Mercantia è una tavola imbandita, il pane caldo appena uscito dal forno, è il carnevale dell’anima, uno sguardo verso il cielo, lo scintillìo gioioso della città della luce tranquilla.



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